Approfondimenti: Storia | Economia | Gastronomia | Personaggi Storici | Personaggi Odierni | Articoli | Link Utili | Cultura | Racconti | Aggiungi  

Generali: Morfologia | Clima | Fiumi e laghi | Vegetazione | Popolazione | Economia | Comunicazioni | Preistoria                    Storia | Dialetti | Arte | Archeologia

Calàvria
- Nell'età classica il nome non designò la penisola oggi così chiamata, bensì quella che oggi si chiama penisola Salentina. Solo nel 7° secolo il nome si estese alla terza regione augustea, comprendente la Lucania e il Bruttium dei Romani. Finalmente (9° sec.) quando i Bizantini, di fronte all'espandersi dei Longobardi, si restrinsero al paese dei Bruzi, il nome fini col designare solo l'odierna penisola calabrese.

MORFOLOGIA
Questa costituisce l'estremità meridionale della penisola italiana tra il Mare Tirreno e il Mare Ionio; ha una superficie di 15077km² con una popolazione di 2045215ab (densità 136ab/km²), ripartiti in 410 comuni. La Calabria è una regione quasi esclusivamente montuosa, con zone pianeggianti marginali e limitate (piane di Sibari, di Sant'Eufemia, di Gioia) le quali però sono venute assumendo negli ultimi tempi, con la bonifica (idraulica e agricola), particolare importanza economica. Il rilievo calabrese si riallaccia, nella parte settentrionale, con il gruppo del monte Pollino (2248m), all'asse montuoso della penisola italiana. Dal monte Pollino si dirama verso Sud, molto spostata verso il Mare Tirreno, la catena Costiera, che si continua per quasi 80km. Da essa scendono verso Est il fiume Crati e numerosi suoi affluenti. Ad oriente della valle del Crati s'innalza l'acrocoro, in prevalenza granitico, della Sila (Monte Botte Donato, 1929m), che costituisce il nucleo principale dei rilievi calabresi. Cupoleggiante nella parte più verso SudOvest, mentre sul fianco orientale e meridionale si dispone una larga fasciatura di calcari, argille e arenarie, la quale forma il tipico ondulato paese costiero ionico (Marchesato di Crotone). A Sud della Sila (in rispondenza della quale la Calabria è larga, tra i due mari, 80Km) la penisola ha un forte restringimento e anche il rilievo si deprime (gola di Marcellinara, 250m): perciò verso i due golfi di Santa Eufemia e di Squillace, i quali segnano questo restringimento (35km), si aprono qui due pianure: a Est, molto ristretta, quella costiera a cui guarda da posizione eminente (320m) Catanzaro, e a Ovest quella, discretamente ampia e di recente bonificata, di Santa Eufemia. La dorsale montuosa della penisola prosegue poi verso Sud, con la catena detta Le Serre (1420m) che si unisce in fine al rilievo terminale calabrese, l'Aspromonte (1956m), vasto massiccio di natura scistosa, solcato profondamente a raggiera da fiumare e largamente terrazzato (piani) da mezzogiorno a NordOvest. Tra questo massiccio e l'altopiano quasi isolato del Poro (707m), più a Nord, si trova la fertile piano di Rosarno (o di Gioia o di Palmi), di origine alluvionale.

Piana di Sibari - Una della poche zone pianeggianti della regione, si apre sullo Ionio, davanti al Golfo di Taranto, fra il Capo Spulico e il Capo Trionto, e ricorda col suo nome l'antica città di Sibari che vi si trova ancora sepolta. Oggi, bonificata, la "Piana" è in parte fiorente di colture, ma per molti secoli essa fu sconvolta dalle acque dei fiumi che la colmarono dei loro detriti.

La catena costiera - dolcemente digradante ad Oriente e solcata da numerosi torrenti che affluiscono al Crati scende, invece, precipite dall'altra parte con valli boscose e profonde che si aprono sul litorale tirrenico. Esteso fra il Golfo di Policastro e il Golfo di Sant'Eufemia, questo tratto di litorale è tutto un sorriso di fresche marine e si adorna delle uniche isolette della Calabria; L'Isola di Dino, piatta e allungata, con sponde rocciose e ricche di grotte, e l'Isola di Cirella, di forma tondeggiante. Il monte più alto della Catena Costiera è il Cocuzzo (1541 m).

Monte pollino - Gruppo montuoso (il più elevato dell'Appennino meridionale) che chiude a mezzogiorno l'Appennino lucano, disposto in senso prevalente Ovest-Est. Di natura arenacea e argillosa ed Est, calcarea ad Ovest, esso culmina in tre vette: Serra del Prete (2186m), Monte Pollino (2248m ) e Serra Dolcedorme (2271m), che è l'ultima delle montagne appenniniche che mostri tracce glaciali. La vegetazione, di castagne e di querce, e più in alto di faggi, è scarsa a Sud e più abbondante Nord; le Conifere sono rappresentate dalla varietà Pinus leucodermis; oltre i 2000m vi è una zona, unica nell'Appennino meridionale, di vegetazione alpina, con specie proprie e rare.

La Sila - Verso cui si risale dalla Conca di Cosenza, è il gruppo montuoso più bello e più famoso della regione ed uno dei più affascinanti d'Italia. E' la montagna degli altipiano sconfinati, la regione delle vastissime pinete, il territorio delle mandrie bovine e dei lupi selvaggi. Il complesso silano, che si eleva nel cuore della Calabria in vista a nord del Golfo di Taranto e a sud del Golfo di Squillace, è tradizionalmente diviso in tre parti: Sila Grande, al centro; Sila Greca (così detta perché in parte abitata, fin dal Medioevo, da Albanesi), a nord, e Sila Piccola, in territorio catanzarese, a sud. Contornata da fianchi dirupati, la Sila si presenta con una serie di altipiani sui mille metri d'altitudine, ondulati da rilievi de cui sommità maggior sono quelle del Botte Donato (1928 m), del Montenero (1881 m) e del Gariglione (1765 m). Meraviglia della Sila sono le maestose foreste di pini e di faggi che rivestono gli altipiani e che le hanno fatto meritare il nome di "Gran Bosco d'Italia". Lo stesso nome di "Sila" deriva dal latino "Silva Brutia", che ricorda la sterminata selva dei Bruzi (come si sa uno degli antichi popoli italici della Calabria) passata poi ai Romani che la sfruttarono per costruirvi navigli e basiliche. All'incanto di queste superbe foreste rendono più stupendo il quadro della Sila, tre grandi laghi artificiali, le cui acque serrate da poderose dighe, riforniscono di energia elettrica gran parte dell'Italia Meridionale.

Monte Botte Donato - Cima principale (1929m) della Sila; si eleva come una possente bastionata nella parte centrale del massiccio a Nord del fiume e del lago Arvo

Monte Aspromonte - Regione Montuosa (circa 1650 km²) all'estremità meridionale della Calabria, limitata dal Tirreno, dallo Ionio e, nord, dal fiume Petrace (con l'affluente Calabrò) verso il Tirreno, dalle fiumare di Platì e di Careri verso lo Ionio. La parte più elevata è costituita da una catena a raggera con il centro di diramazione alla Portella Materazzi(1807m), da cui partono numerosi contrafforti, su uno dei quali (formano dal Monte Cannavi 1681m, e dal Monte Scorda, 1569m) corre lo spartiacque principale tirreno-ionico. Poco a Nord-Est della Patella è la vetta più elevata, il Montalto (1956m), a forme dolci e cupoleggianti, costituito da rocce arcaiche (gneiss e micascisti). La sezione orientale dell'Aspromonte è separata per mezzo dello Stretto di Messina dai Monti Peloritani. Quasi tutti i contrafforti scendono assai ripidi sul mare, sicché la fascia costiera è molto ristretta, e i corsi d'acqua sono brevi e a carattere torrentizio con largo letto. Essi si affondano in forre profonde e selvagge, esercitando potentemente la loro azione erosiva. Caratteristica morfologica dell'Aspromonte è la presenza di terrazzi (detti Piani o Campi), scaglionati a quattro livelli sovrapposti (i due livelli più alti giacciono a 700 e a 1100-1300m), corrispondenti a fasi successive di sollevamento della regione e dovuti all'abrasione marina. Frequenti i terremoti: Sul Montalto il clima è nettamente alpino, ma si attenua gradatamente verso la periferia e il litura. Nella zona litoranea, fino a 300m predominano agrumeti, orti e frutteti, talvolta irrigui; nella collina, fino a 600m vigneti e oliveti (i quali lungo la fiumara di Gallio si elevano fino a 900m); oltre i 650m trovasi il castagno e nei piani più elevati prati e pascoli, cui si associa la cerealicoltura estensiva. Nei boschi superstiti, sotto i 1000m prevalgono la quercia e il leccio; oltre i 1000m il pino laricio, l'abete dei Nebrodi e il faggio che sale fino alle più alte vette. Le abitazioni stabili si trovano al di sotto dei 900m. La popolazione si addensa nella zone periferiche più intensamente coltivate (650 ab. Per km² fra il mare e i 300m ; 350 oltre i 300 fino ai 600m; intorno a 100 oltre i 600m). La parte più elevata della regione si è aperta negli ultimi anni al turismo (Gambarie a 1300m), e in particolare allo sport sciistico. Il nome dell'Aspromonte è legato a uno dei fatti più notevoli della "Questione romana", che si era violentemente riaccesa nel maggio 1862 in seguito a un progetto di accomodamento dei rapporti tra Torino e Roma esposto da NapoleoneIII in una lettera dell'aprile 1862 al suo ministro degli Esteri Thouvenel, progetto che prevedeva in sostanza il mantenimento dello Stato pontificio e la restituzione ad esso di una parte delle province già annesse al Regno d'Italia; d'altra parte la cognizione che Torino volesse seguire una politica remissiva assai simile a quella del '60, indusse Garibaldi a tentare l'impresa di Roma con 3000 volontari, accorsi dalla Sicilia. Ma, a causa dell'atteggiamento energico di NapoleoneIII, il Rattizzi decise d'inviare in Calabria a fermare i legionari truppe regolari al comando del generale E. Cialdini. Il 29 agosto 1862 ebbe luogo alle ore 15 nella località i Forestali nei pressi di Santo Stefano un combattimento di un quarto d'ora; Garibaldi, ferito, rinunciava all'impresa, dandovi prigioniero (fu liberato il 5 ottobre).
Torna su




Unici tratti pianeggianti sono la piana di Sibari sul golfo di Taranto, a Nord, e le piane di Gioia e di Sant'Eufemia, a Sud; territori questi un tempo sabbiosi e aridi ma ora resi fertili dalla bonifica. Il versante ionico è sinuoso, con coste piatte e, soprattutto nella zona del Marchesato, molto frastagliate. Il versante tirrenico è caratterizzato da coste prive di porti e uniformi, a parte i due vasti golfi di S. Eufemia e di Gioia.

 
La costa è altissima e con strapiombi rocciosi a picco sul mare, e offre un andamento simile anche presso lo stretto di Messina, in cui i porti di Reggio Calabria e di Villa San Giovanni sono stati resi possibili solo con grandi lavori di adattamento artificiale. I rilievi calabri hanno una propria individualità geologica e morfologica; sono montagne dall'aspetto assai vario: molto spesso desolate, si presentano aspre ed erose dagli agenti atmosferici e a volte coperte di foreste di pini e abeti che vi conferiscono un aspetto alpino caratteristico, come succede nella Sila. (Foto: Gianluca Congi)  


CLIMA
Lungo la costa e la parte meno alta dei rilievi calabresi il clima è quello tipico dell'Italia peninsulare mediterranea: e cioè l'escursione temica annuale è poco considerevole (a Cosenza 18°C, a Tropea 14°C, a Reggio di Calabria 13°C), e la piovosità, in genere scarsa (Marchesato 880 mm annui, Reggio di Calabria 900 mm), è distribuita per buona parte nel semestre novembre-aprile. Ma le parti più alte dei rilievi registrano una più forte piovosità (Sila 1700 mm, Aspromonte 1400 mm). I corsi d'acqua però hanno in prevalenza regime torrentizio (fiumare), con portate di magra terminali molto povere, e piene invernali improvvise e rovinose. Più regolare è in genere il corso montano, mentre lungo i fianchi dei rilievi e nei corsi terminali le acque si disperdono in gran parte o per evaporazione o perchè prese da irrigazioni.
Torna su




FIUMI E LAGHI
I fiumi ionici sono più lunghi e di bacino più ampio (Crati, Neto, Corace); però tra i fiumi tirrenici vi è quello di maggior portata (Lao 4,8 m³/s, in media, presso la foce; invece il Crati 3,3).

Fiume Crati - Fiume (81km) della Calabria settentrionale, il maggiore della regione come bacino (2440 km²); nasce dalle pendici occidentali del Mar Timpone Bruno nella Sila Grande a circa 1700 m.s.m.; sbocca presso Cosenza, dove riceve il Busento, in una valle longitudinale che porta il suo nome. Poi dopo avere inciso una serie di bassi rilievi, entra nella piana di Sibari che attraversa sfociando nel golfo di Taranto con una formazione deltizia. Oltre il Busento, riceve altri affluenti; Annea, Moccone e Coscile. Nell'antichità il Crati (lat. Crathis) segnava il confine fra la Lucania e il Bruzio. Alle sue acque gli antichi attribuivano virtù salutifere e, secondo una leggenda seguita da Euripide da Ovidio, anche la virtù di rendere biondi i capelli di chi vi si bagnava.

Fiume Neto - Fiume (95km) della Calabria settentrionale, che nasce nella Sila presso Monte Scuro (1646km²) e sfocia nel mare Ionio creando un minuscolo delta, 15 km a Nord di Crotone. Lungo il suo corso alto, e lungo quello del torrente Arvo che vi confluisce a S.Giovanni in Fiore, sono stati creati due laghi artificiali per la produzione di energia elettrica. Grandi opere di bonifica e di trasformazione agraria sono in corso nella vallata inferiore.

Fiume Corace - Fiume (48km) della Calabria centrale. Nasce dalle pendici occidentale della Sila Piccola e dopo un ampio arco sfocia nel Mare Ionio, nella parte centrale del golfo di Squillace.

Fiume Lao - Fiume (51km, bacino di 606km²), il maggiore del versante tirrenico della Calabria settentrionale . Scorre profondamente incassato quasi sino alla foce e, dopo aver attraversato una breve pianura costiera, sbocca in mare fra Scalea e la Punta di Cirella.

Lago Ampollino - Fiume della Calabria nella Sila. Affluente del Neto, utilizzato per scopi idroelettrici. Una diga ha creato il lago Ampollino, di forma allungata (13km), sito a 1279m, della capacità di 64,5 milioni di m³ . Le acque, mediante galleria, vengono portate (salto complessivo di oltre 1000m) alle centrali di Orichella, di Timpa Grande e di Calusia.

Lago Arvo - Piccolo corso d'acqua della provincia di Cosenza, affluente del Neto: nasce dalla Sila ed è utilizzato per la formazione del lago-serbatoio Arvo-Nocelle a 1278 m.s.m., della capacità utile di 70 milioni di m³. Le acque del lago mediante galleria vengono portate alle centrali di Orichella, di Timpa Grande e di Calusia sul fiume Neto insieme a quelle del lago Ampollino.

Lago Cecita -
Torna su



Il fiume più importante della regione è il Crati che, snodandosi per 93 km attraverso la Sila, sfocia nello Ionio presso i ruderi dell'antica città di Sibari; la sua portata d'acqua massima è molto scarsa, raggiungendo in pieno inverno i 990 metri cubi al secondo. Tipiche della Calabria sono le fiumare, torrenti scoscesi e sassosi che rendono il suo paesaggio aspro e selvaggio.


VEGETAZIONE
Vario in Calabria il manto vegetale, ma in genere meno spoglio e di aspetto più attraente che in altre zone meridionali. Lungo le coste si ha una tipica vegetazione di sempreverdi: o a macchia (mirti, lentischi, oleandri) o in oasi di coltura specializzata (oliveti e agrumeti) con la presenza di piante subtropicali, largamente diffuse in seguito ad acclimazione (agave, ficodindia, banano). Il manto boscoso, in altri tempi diffusissimo, è attualmetne ridotto alle zone più elevate della Sila e dell'Aspromonte (pino nero, abete bianco, faggio) dove è ancora sviluppata l'industria boschiva.
Torna su


POPOLAZIONE
La popolazione vive in gran parte nei centri e numerosi sono i comuni con uno o due centri; la poplazione sparsa è pressochè nulla. Forte l'aumento demografico negli ultimi due secoli (nella prima metà del secolo scorso si è avuto un aumento del 40%), specialmente fin verso il 1875 quando s'iniziò il fenomeno della migrazione transoceanica, il quale ebbe il suo culmine tra il 1901 e il 1916 (quasi 600.000 persone partite in quel periodo). La natalità però rimase forte e negli ultimi tempi è stata del 24 ‰ , con un'eccendenza di più del 15 ‰ sui morti. Amministrativamente è divisa in cinque province: Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia. Crotone e Vibo Valenza sono state nominate province nel 1990, in seguito a alla legge dell'8 giugno 1990 n. 142 sull'ordinamento delle autonomie locali.
Torna su

ECONOMIA
La struttura economica calabrese è tipicamente agricola; ma un complesso di cause storiche e naturali (lontananza e isolamento dalle maggiori zone produttive e dai maggiori mercati italiani ed europei) hanno alquanto ritardato - fino a qualche decennio fa - l'evoluzione agricola. Oggi peraltro, con opere di bonifica idraulica e igienica (pianure di Santa Eufemia e di Sibari) e di riassestamento montano (Sila, specialmetne), d'innovazione tecnica (irrigazioni, arature più razionali, fertilizzanti, specie nelle pianure lungo la costa) e di edilizia stradale (nel 1910 c'erano 3500km di strade; oggi la rete stradale misura 6500 km), le condizioni dell'agricoltura calabrese vengono gradatamente migliorando. Anche la maggior diffusione e la migliore distribuzione della proprietà rurale ha contribuito a questo. L'agricoltura calabrese si esplica oggi mediante diversi tipi di proprietà: da quella minima al latifondo. Quest'ultimo è connesso con le poco favorevoli condizioni climatiche di molte zone lungo la costa, specialmente ionica, e con lo scarso rendimento di terreni di media montagna, franosi, poveri, poco abitati e ancor privi (o quasi) di mezzi di comunicazione. Esso ha antica origine feudale e non fu eliminato neanche dalle leggi dell'eversione feudale (1806): o meglio, rinacque dopo queste leggi le quali non furono seguita da quelle grandi opere (di rimboschimento e di risanamento agrario) che dovevano renderle socialmente ed economicamente giovevoli. Ma ora il latifondo si sta frazionando in misura molto sensibile e ad esso si va sostituendo la piccola proprietà. Le zone costiere a cultura specializzata sono a proprietà molto più frazionata ed evoluta, anche per le trasformazioni industriali a cui si associano di frequente. Uguale frazionamento esiste nella zona semimontana (fra 400 e 1000 m ), ma qui i suoi risultati economici sono negativi a causa dello sfruttamento irrazionale del suolo e dei metodi di lavoro ancor primitivi. nella regione il 40% della superficie (596.000ha) è a seminativi (frumento 1,8 milioni di q); il 15% a colture legnose specializzate (223.000ha: olivi e agrumi in modo speciale; poi vigneti), il 26% a boschi e castagneti da frutto (400.000 ha: la Calabria è al primo posto nell'Italia meridionale per la produzione delle castagne: 286.000 q). Ancora abbastanza rilevante (160.000 ha) la superficie pascolativa. L'allevamento del bestiame e la pastorizia sono parte notevole della vita rurale calabrese (nel 1956: 148.000 bovini; 189.000 suini; 372.000 ovini; 211.000 caprini). Nei paesi montani l'allevamento è in genere di tipo semibrado, con transumanze fra zone montane (piani di Aspromonte) e costa, nei mesi estivi. Vanno ricordati gli olivi (3,8 milioni di q di olive oleificate) e gli agrumi (2,8 milioni di q di arance, 514.000 q di bergamotti della costiera reggina), che danno vita ad esportazione e ad alcune industrie di profumeria (Reggio di Calabria). Caratteristica è la pesca del tonno (con relativa industria conserviera a Pizzo) e quella del pesce spada nel tratto di mare antistante la costa tra Scilla e Bagnara. L'industria è ancora in fase iniziale: l'energia elettrica è ora assicurata dagl'impianti della Sila (laghi-serbatoi Ampollino, Arvo e Cecita; complessivamente la Calabria possiede 73 centrali idroelettriche con una potenza installata di 465.280 kW e 12 centrali termoelettriche con una potenza di 2425 kW: in totale la sua produzione di energia è di 1,3 miliardi di kWh), e numerosi sono i progetti già in fase di realizzazione tendenti a industrializzare la regione. Il maggior centro industriale è Crotone (ammoniaca sintetica, acido solforico, superfosfati; estrazione di zinco da minerali sardi); tra le industrie agricolo-manifatturiere sono notevoli quella olearia, che ha il suo centro commerciale a Gioia Tauro, quella vinicola (Cirò, Sambiase, Pèllaro), e quella dello zucchero (Santa Eufemia, Lamezia). Tra le risorse minerarie il salgemma (Lungro); esaurita è invece l'estrazione di limonite nella zona di monte Pecoraro che un tempo ebbe certa fama e alimentò gli stabilimenti siderurgici borbonici di Mongiana.
vedi anche: approfondimenti economia
Torna su


Altre tipiche produzioni calabresi sono la liquirizia, il bergamotto e il gelsomino; da questi ultimi due fiori si estraggono essenze largamente esportate per l'industria profumiera. Abbastanza sviluppato è l'artigianato del legno, delle terracotte e delle essenze.



Le risorse essenziali della regione provengono dalla coltivazione degli agrumi. Il 20% delle arance prodotte in Italia provengono dalla Calabria , così come il 20% della produzione italiana di mandarini viene raccolto in questa regione, che produce anche limoni e altre specie di agrumi, come cedri, chinotti, bergamotti, limette, pompelmi; globalmente rappresentano il 90% del quantitativo nazionale di tali prodotti. Questi, assieme alla coltura di alcuni fiori, in particolare del gelsomino, alimentano le lavorazioni degli olii essenziali, soprattutto nella provincia di Reggio. Sulle colline è diffusa la coltivazione per la produzione di olive ed olio. Non trascurabile è la silvicultura, che fornisce legname da costruzione, proveniente principalmente dalla zona silana.
La pesca, malgrado i chilometri di coste, non è un'attività importante. Famosa è la pesca dei tonni e dei pesci spada, che si svolge tra Palmi e Scilla. Essa rimane comunque una voce secondaria rispetto al complesso dell'economia della regione. Tra le industrie sono importanti particolarmente il lanificio di Praia a Mare, la metallurgia dello zinco e gli stabilimenti chimici di Crotone, i cementifici e l'industria siderurgica di Vibo Valentia. Industrie artigianali tradizionali sono quelle olearie e quelle degli estratti di agrumi e dei distillati di bergamotto e gelsomino.


COMUNICAZIONI
Le comunicazioni, alquanto disagevoli nei secoli scorsi per la natura montuosa della regione, si svolgono ancor oggi in prevalenza lungo le coste, dove si trovano le linee ferroviarie principali (Napoli-Reggio di Calabria e Taranto-Reggio di Calabria); nell'interno, raccordi ferroviari (Paola-Sibari, S.Eufemia-Catanzaro); alcune ferrovie secondarie fra cui la Cosenza-Catanzaro.
Torna su


Un grandioso elettrodotto passa, dal 1956, al disopra dello stretto di Messina e raggiunge la Sicilia.


PREISTORIA
La regione è stata frequentata dai neandertaliani, che hanno lasciato nella grotta di Torre Talao a Scalea (Cosenza) abbondante industra mouseriana e fauna. I cacciatori del Paleolitico hanno vissuto nella grotta della Madonna a Praia a Mare, a Cirella, e nella grotta del Romito a Papasidero. La grotta di Praia, abitata anche durante il Mesolitico, mostra poi un'imporante successione di culture dal Neolitico all'età romana. Livelli neolitici sono presenti a Favella di Sibari (ceramica impressa), nella grotta S.Angelo di Cassano Ionio (Cosenza) e a Praia (ceramica dipinta bicromica e tricromica), ancora a Praia e a Favelle (ceramica monocroma con anse a rocchetto). Rapporti con le isole Eolie durante la prima età dei metalli sono attestati a Praia dei materiali di tipo Piano Conte. Alla piena età del Ferro risalgono estesi sepolcreti a inumazione, con tombe a fossa: Torre del Mordillo e Castiglione di Paludi (Cosenza), Roccella Ionica e Torre Galli (Reggio Calabria); oppure a grotticella artificiale con cella quadrangolare, come quelli di Canale, Ianchina, Patariti, Scorciabove e Calanna (Reggio Calabria). Recentemente, alcune tombe a incinerazione di tipo villanoviano sono venute in luce presso Tropea (Catanzaro).
Torna su

STORIA
In età storica l'odierna Calabria fu sede di fiorente civiltà. Difese la propria indipendenza contro Alessandro d'Epiro (sec 4°a.C.) e contro Agatocle di siracusa, raggiungendo nel sec. 3° a.C. la maggiore potenza; parteggiò per Pirro contro i Romani, indi per Annibale che soggiornò a lungo nel territorio (Castra Hannibalis, presso Marina di Catanzaro). Dopo la seconda guerra punica il territorio dei Bruzi passò sotto il dominio dei Romani, che vi dedussero colonie (Tempsa, Crotone, Ipponio, 194-190 a.C.) e nel 132 portarono a compimento la strada Capua-Reggio. Caduta poi in una profonda crisi nell'ultimo periodo dell'Impero romano, la regione ebbe qualche sollievo solo da Teodorico (494-526), e Cassiodoro vi creò il grande centro monastico e di cultura di Vivarium (Squillace). Passò poi ai Bizantini (guerra gotica: 535-553). L'invasione dei Longobardi ne spezzò l'unità, strappandole il Cosentino, annesso al ducato di Benevento e poi al principato di Salerno (847). La riunificazione sotto i Bizantini (primi del sec.10°: costituzione a tema) aprì una fase di radicale ellenizzazione della Calabria, appoggiata dalla diffusione del monachesimo basiliano, che ebbe un alto rappresentante, intorno al Mille, in Nilo da Rossano; ma per l'inerzia e il fiscalismo del governo decadde l'agricoltura, rinacque il latifondo, sparì quasi ogni energia locale, con conseguenze che per certi aspetti perdurano. Ininterrottamente attaccata dai Saraceni, meta nel 982 di una sfortunata spedizione di Ottone II, la Calabria cadde poi sotto il dominio normanno (1059-1198) e, con questo, ebbe governo più fermo, nuovo e più stabile assetto sociale (feudalesimo), ritorno alla tradizione latina della vita religiosa, che vantò allora in Calabria la figura di Gioacchino da Fiore. Analoga la politica degli Svevi (1214-1266): donde l'attaccamento dei Calabresi, che parteggiarono per essi durante le lotte contro gli Angioini. Il periodo tra la pace di Caltabellotta (1302) e la caduta del Regno di Napoli (1503) significò decadenza; Angioini e Aragonesi oppressero il paese con esoso fiscalismo; l'aristocrazia feudale taglieggiò i suoi soggetti, e solo Cosenza ebbe, nel sec. 14°, un certo sviluppo di vita municipale. Dopo la violentissima, vana rivolta contadina (1458-59) guidata dal feudatario ribelle A.Centelles, la Calabria assistette inerte alle guerre franco-spagnole, al tentativo insurrezionale di T. Campanella (1600), alla rivoluzione di Masaniello (1647-48); mentre aveva vigore la vita culturale con l'Accademia Cosentina, B.Telesio, T. Campanella, A.Serra ecc... Contro l'oppressione baroinale, i Calabresi riconobbero nel re la loro tutela: ciò spiega il loro lealismo contro i Francesi (appoggio al cardinale Ruffo, 1799; nessuna foruna di G.Murat, sbarcato a Pizzo, 1815). Nel Risogimento la Calabria fu aperta a una larga diffusione della Carboneria e, in misura assai minore, del mazzinianesimo: e allora diede uomini come i Poerio, A. Toscano, i Romeo, ecc... Nel 1848 vi divampò nuovamente l'insurrezione contadina, che non riuscì a scuotere, peraltro, il dominio borbonico, abbattuto poi nel 1860 da Garibaldi. Ma presto sorse il brigantaggio, contro il quale fu combattuta una feroce guerra (1861-66 circa); quantunque ai difensori in buona fede dell'antica dinastia e a coloro che interpretarono la diffusa e legittima delusione sociale specie delle plebi rurali, si affiancassero numerosi fuorilegge senza scrupoli, si può dire che esso ebbe le caratteristiche di una vera e propria guerra sociale. In realtà, miserrime erano le condizioni, economiche e morali, in cui i Borboni avevano lasciato il paese: nè molto ha fatto fino a tempi recenti l'Italia unitaria per migliorarle. Nel corso della seconda guerra mondiale, le truppe tedesche, minacciate di rimanere chiuse fra i reparti anglo-americani sbarcati presso Villa San Giovanni (2 sett.1943) e quelli sbarcati presso Salerno (9 sett), abbandonarono rapidamente la regione. Il regime democratico ha iniziato una vasta opera di rivalorizzazione: Cassa per il Mezzogiorno; Opera per la valorizzazione della Sila, 1947; Legge speciale per la Calabria, 1955, che ha incluso tutto il territorio regionale in un unico comprensorio di bonifica.
vedi anche: approfondimenti storia
Torna su


DIALETTI
Rientrano nel grande quadro dei dialetti centro-meridionali, ma presentano delle peculiarità che li distinguono dai dialetti circostanti e altre che li riattaccano in parte alla Sicilia, in parte al campano, lucano e pugliese. Per due varietà: una settentironale e una meridionale, Catanzaro fungendo da punto di divisione. Nella prima lo sviluppo di e chiuso ed e , o aperti è condizionato dalla metafonesi (quindi ì da è, ìe ùo da è,ò , se nella sillaba seguente stanno i, u: pilu, ùossu, dìenti, ma vèna, òssa, dènte). In tutt'e due le zone, l' o stretto passa ad u in qualsisasi posizione (nepùte), così pure -o finale dà sempre -u, -e funale sempre -e (sicli. -1). Simili discrepanze si hanno negli esiti di ll (nord e sud dd retroflesso, centro ll: kòddu e kùollu), di mb (bnord mm, sud mb: gàmma gàmba), di nt (nord i, centro h'i, sud s) ecc. Nella morfologia si nota il condizionale in -èrra a nord, in -erìa a sud (amèrra, amerìa). Altri fatti notevoli dei dialetti calabresi sono la mancanza del futuro, in luogo del quale si adopera il presente, e l'uso dell'indicativo con varie congiunzioni in luogo dell'imperativo. In Calabria esistono colonie linguistiche greche e albanesi, e una francoprovenzale (Guardia Piemontese).

Regione conciliare della Calabria. - Corrisponde territorialmente alla regione amministrativa ed è una delle diciotto regioni conciliari dell'organizzazione della Chiesa cattolica in Italia. Ne fanno parte le archidiocesi di Reggio, Catanzaro, Cosenza, Rossano e Santa Severina e 12 diocesi.
Torna su


ARTE
Benché non si possa parlare di un'arte calabra primitiva vera e propria, qualche traccia artistica l'ha lasciata la Grecia. Restano tuttavia vasellame, terracotte e bronzi di divinità a testimoniare un'arte italiota abbastanza fiorente. Così pure l'arte bizantina lascia impronte fino a tutto il Seicento, sostituite poi dagli influssi normanni con cattedrali e castelli. Da ricordare particolarmente il Duomo di Cosenza e quello di Santa Severina restaurato in epoca barocca.
Torna su


ARCHEOLOGIA
Significative tracce di frequentazione di età paleolitica e neolitica sono emerse rispettivamente a Papasidero, a Praia a Mare, a Cassano Ionio e in altre località. Testimonianze si hanno anche per il Bronzo antico e in genere per le prime età dei metalli; di particolare interesse i resti dell'Età del Ferro (a Tropea, con necropoli di incinerati in urne biconiche di tipo portovillanoviano, a Roccella Ionica, con reperti non dissimili). Meglio documentata la cultura del Ferro a Francavilla Marittima, Amendolara, Torano: qui si hanno inumazioni in fosse, corredi di bronzo, con oggetti d'importazione. La cultura del 9°-8° sec. a.C. termina con le prime fondazioni greche, benché permangano centri indigeni ancora nel 7° sec. (come Gerace e Grotteria di S.Stefano). Per quanto riguarda i centri greci, si sono fatti progressi nell'esplorazione dei siti dell'antica Sibari (fondazioni di 8° sec.), Crotone (con documentazione per l'8° e il 7° sec) Paulonia (saggi nei pressi del tempio, resti di mura del 6°-5° sec.), Hipponion (Vibo Valentia: necropoli ad inumazione), Metauros (incinerazione, in olle, con corredi misti greci e indigeni), Medma, ecc. Scarse le testimonianze di epoca arcaica a Locri, a Francavilla Marittima si sono trovati i resti d'un deposito votivo dedicato a d Atena, con abbondanti bronzi e ceramiche. Notevoli i trovamenti per il periodo successivo (dal 4°sec. a.C. in poi): a Crotone è stato esplorato un settore di abitato e un gran numero di tombe, per lo più del 4° sec.; ad Hipponion sono state riportate alla luce numerose tombe (da una proviene una lamina aurea orfica, la più antica del genere, probabilmente degli inizi del 4° sec.); a Medma una villa rustica del 4°-3° sec. Aspetti della vita economia e sociale e della struttura politica di Locri sono rivelati dalle tavolette bronzee dell'archivio del tempio di Zeus Olimpio (fine 4°- prima metà del 3° sec. a.C.), mentre si chiarisce l'aspetto urbano coevo, con gli scavi di Centocamere, e si accerta l'importanza del culto di Afrodite. Dal mare di Riace sono state recuperate sculture in bronzo. Nuovi tratti di mura urbane sono stati riportati alla luce a Reggio; così anche resti di un centro brezio a Tiriolo. Altri trovamenti si segnalano a Cirò (dove è stato restaurato il basamento del tempio di Apollo Aleo). I centri di epoca romana recentemente esplorati sono Vibo Valentia, dove in un edificio termale sono apparsi notevoli mosaici, Borgia, Sibari (Copia); sono stati identificati anche resti di antichi pagi o villae rusticae (1° sec. a.C. - 3° sec. d.C.).
Torna su


FONTE: GRANDE ENCICLOPEDIA ITALIANA TRECCANI

 
Condividi
Se ti piacciono i nostri articoli, fai una piccola donazione aiuterai a garantire un servizio migliore

Link a questa pagina:

Copia e incolla questo link nella tua pagina o nel tuo blog:

Visita anche:


 

Cerca :
Vacanze:
In Evidenza:
Siti Segnalati :
Ringraziamenti :