L'espressione ordine basiliano o di S.Basilio, in sé erronea, fu usata dal sec. II° per designare i monaci greci dell'Italia meridionale; venne poi estesa dal sec. 16°, in Occidente, a tutti i monaci di rito bizantino. Oggi nel cattolicesimo esistono 5 ordini basiliani.: 1)Ordine di S.Giosafat, sorto dalla riforma di S.Giosafat Kuncewicz e di Giuseppe Ruzki (Rucki; Rutskyi), quando fu organizzata la Congregazione della Ss.Trinità di Lituania (sinodo di Ruta 1617), imitando le costituzione della compagnia di Gesù, cui si conformarono ancor più nel 1780. Vi si aggregò, come seconda provincia, la Congregazione della Protezione della Basilia V.Maria, o di Polonia (fondata nel 1739), formando così un solo ordine, di S.Basilio Magno dei Ruteni (1744), quindi una terza provincia, russa (1780). Colpito dalle leggi di Giuseppe II in Austria e degli zar in Russia (ove scomparve dal 1839), quest'ordine fù riformato da Leone XIII (1882-96) e riorganizzato in seguito, prendendo (1932) il nome attuale. Per le vicende politiche, è ora attivo tra gli emigrati ruteni nell'America settentrionale e meridionale; 2) Ordine basiliano del SS.Salvatore dei Melchiti, fondato (1684) da Eutinio Saifi; Benedetto XIV gl'impose la regola basiliana (1743); 3) Ordine basiliano di San Giovanni Battista o dei Baladiti o Soairiti (Shuairiti) dei Melchiti, originato dal monastero di ash-Shuwari, nel Libano, fondato dai monaci Gerasimo e Salomone (1710); organizzatosi poco dopo (1720-22), con costituzioni definitivamente approvate de Benedetto XIV;4) Ordine basiliano Aleppino dei Melchiti, staccatosi dal precedente fre il 1829 e il 1832; 5) Ordine basiliano italiano di Grottaferrata (Basilia d'Italia), continuazione storica del monachiamo bizantino dell'Italia meridionale e della Sicilia, decaduto specie sotto le dominazioni angioina e aragonese; questi monasteri vennero eretti in ordine da Gregorio XIII (1579) e vi si unì la Congregazione spagnola, sorta sotto Paolo IV e Pio IV (1561); essi abbandonarono gradatamente il rito bizantino, ma Clemente XI (1706) e Benedetto XIV (1746-48) si opposero alla loro completa latinizzazione. Furono colpiti dalle soppressioni borboniche (1784) e dalle leggi italiane (1866), sopravvivendo solo l'abbazia di Grottaferrata. Riformato con costituzioni approvate da Leone XIII (1900), quest'ordine ha riaperto vari monasteri dal 1920.
Vedi anche: Nilo da Rossano
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