Approfondimenti: Storia | Economia | Gastronomia | Personaggi Storici | Personaggi Odierni | Articoli | Link Utili | Cultura | Racconti | Aggiungi  

Storia | Importanza Economica | Aspetti Nutrizionali

Prodotti Freschi:
Aglio | Arance | Bergamotto | Cedro | Cipolla Rossa | Clementine | Mandorle | Peperoncino | Zibibbo

Prodotti Trasformati
:
Carline sott'olio | Cicoria sott'olio | Melanzane sott'olio | Crocette | Cipolline sott'olio | Pallone di fichi | Panicilli

Ricerca tra i prodotti | cambia categoria


La qualità dell'ortofrutta calabrese è eccellente. Frutta e verdura, in questa regione, hanno gusti, aromi e sapori difficili da dimenticare, perché in Calabria la tradizione di coltivare questi prodotti è antica. Gli ortaggi coltivati e le erbe spontanee facevano parte del pasto giornaliero delle popolazioni calabresi, grandi consumatori di queste risorse. In passato, insieme al pane, alle olive e a qualche pezzo di cacio, spesso erano l'unico alimento disponibile. Le particolari condizioni climatiche hanno favorito una frutticoltura di grande qualità , apprezzata in tutto il territorio europeo. Non a caso, nei secoli scorsi, la regione Calabria era paragonata al paradiso terrestre. L'alta qualità dei prodotti calabresi di questo comparto è stata riconosciuta anche dall'Unione Europea, che ha conferito al Bergamotto di Reggio Calabria - olio essenziale la Denominazione di Origine Protetta (DOP) e alle Clementine di Calabria la Indicazione Geografica Protetta (IGP) ed altri prodotti sono in attesa di rivivere importanti riconoscimenti. Spiccano, inoltre, alcune varietà tipiche proprio di questa terra, come il Cedro e la Cipolla Rossa di Tropea.
Il territorio calabrese è costituito in buona parte da colline e montagne ricoperte da superfici boschive che rappresentano una importante risorsa economica per le comunità residenti. Il bosco dispensa alimenti preziosi: piccoli frutti, fragole, mirtilli, lamponi, more, tartufi, funghi e castagne. Queste risorse naturali vengono trasformate direttamente da piccoli imprenditori locali e poi commercializzate. In Calabria inoltre è molto radicata la tecnica dell'agricoltura biologica che realizza le sue produzioni nel rispetto dell'ambiente, della natura, dei cicli e dei metabolismi naturali.
La Calabria ha una grande tradizione nella tecnica delle conserve alimentari. Il metodo di conservazione più arcaico è quello dell'essiccazione, sia per esposizione diretta al sole, sia al calore prodotto dal fuoco.
Anche l'uso del sale (e della salamoia per le olive) ha avuto da sempre un ruolo importante nella conservazione dei cibi. Dopo la scoperta dei processi di fermentazione, è stato utilizzato anche l'aceto, con il quale i romani preservavano ogni tipo di erbaggio. Queste tecniche di conservazione sono sopravvissute inalterate fino ai giorni nostri.
La frutta, invece, fresca o essiccata, è stata conservata in passato nel miele o nella sapa (mosto cotto concentrato) fino a quando non si è diffuso in Europa l'uso dello zucchero. Per quanto riguarda le conserve sott'olio, queste si possono considerare un lusso recentissimo. Le conserve alimentari calabresi sono destinate o al consumo familiare o ai negozi di alta gastronomia. In questa regione sono molte le aziende, di piccole o medie dimensioni, specializzate nella coltivazione, nella raccolta, nella trasformazione e nella vendita di questi prodotti. Uno dei canali privilegiati di vendita delle conserve artigiane è quello che passa per eremi, conventi e monasteri, alcuni dei quali producono direttamente queste specialità. Un altro filone in grande espansione è quello dell'agriturismo e dell'ospitalità rurale.
L'uso delle conserve alimentari in Calabria è così radicato che è tradizione che ogni famiglia in alcuni mesi dell'anno conservi, secondo ricette antiche tramandate per generazioni, prelibate squisitezze che saranno consumate durante l'arco dell'anno.

Storia

Gli ortaggi coltivati e le erbe spontanee sono una parte consistente della razione giornaliera di cibo delle popolazioni calabresi, grandi consumatori di queste risorse. In passato, insieme al pane, alle olive e a qualche pezzo di cacio, rappresentarono l'unico alimento disponibile. Con le parole di Camporesi: "...è il grande serbatoio vegetale, le provvide riserve cui tutti attingevano, erano pur sempre le erbe di campo, di fosso, di brughiera, di orto; coltivate o selvatiche esse davano cibo e salute a buon mercato nei giorni sereni e in quelli delle tempeste annonarie aiutavano a sopravvivere. Le insalate, cotte o crude, erano al centro di un sistema alimentare e terapeutico che trovava nel verde universo delle erbe delizie e raffinate composizioni, piacere e salute, cibo e farmaco...". Queste affermazioni dello storico sono ancora buone per la Calabria e, tanto per fare qualche esempio, trovano un riscontro attuale in una salsa a base di fave fresche, carciofi, asparagi selvatici e peperoncino piccante, da versare su un piatto di pasta fumante che, oltre ad essere piacevole, è anche salutare. Oppure nell'usanza di raccogliere i teneri germogli del finocchio selvatico, che cresce rigoglioso e abbondante lungo le vie di campagna, per lessarlo e condirlo con olio e limone. Le particolari condizioni climatiche che rendono eccellenti gli ortaggi hanno favorito una frutticoltura di grande qualità: arance, limoni, cedri, bergamotto, fichi, uva da tavola sono apprezzati anche al di fuori della regione. Non a caso i viaggiatori stranieri dei secoli scorsi paragonarono la regione Calabria al Paradiso Terrestre.
Torna Su


Importanza Economica

In Italia il settore ortofrutticolo è quello con il più alto numero di aziende ed è il settore che offre maggiori possibilità occupazionali.
Infatti, secondo una stima dell'Inea, nel 1990, su una PLV di circa 54.000 miliardi di vecchie lire, ben 21.000 venivano dal comparto dell'ortofrutta che vanta anche il maggior numero di aziende specializzate. In Calabria questo settore è molto dinamico se non altro perché favorito da condizioni climatiche che consentono di ottenere ortaggi e frutta dalle caratteristiche organolettiche che non temono concorrenti. Melanzane, peperoni, peperoncini, zucchine, pomodori hanno dei sapori molto intensi che valorizzano la cucina mediterranea basata sull'uso di cereali, ortaggi, frutta, vino, olio, formaggi. Le arance di Trebisacce (Cs), dal succo rosso e dolce; i mandaroni di limbadi (VV) grossi e succosi; le ciliegie di Piscopio in provincia di Vibo Valentia; le noci del Monte Poro, dal sapore intenso; i dolcissimi fichi d'india che caratterizzano il paesaggio; le fragole di Ponte Vaticano, dolci e profumate come quelle selvatiche; tutte le varietà di pomodoro, da essiccare, per le insalate, per le salse, da griglia; i cetrioli, le angurie, le melanzane ed i meloni del vibonese; i fagioli denominati rusujanchi dalla buccia tenerissima e polpa dolce di Serra San Bruno (VV); i fagioli cannellini di Caria e Zaccanopoli (VV) di facile cottura; i fichi della varietà Dottato, adatto per la essiccazione e la farcitura con noci e mandorle. L'alta qualità di questi prodotti è stata premiata anche dalla Comunità Europea, che ha attribuito alle Clementine di Calabria l' Indicazione Geografica Protetta (IGP) ed al Bergamotto di Reggio Calabria - Olio essenziale - la Denominazione di Origine Protetta (DOP).
Torna Su


Aspetti Nutrizionali

Le erbe selvatiche e la frutta spontanea sono i protettori della nostra salute. Essi apportano preziosi microelementi che ci proteggono da numerosi malanni, sempre però che siano stati coltivati secondo natura e cioè in pieno campo, esposti al sole, senza l'ausilio di sostanze tossiche nocive alla salute dell'uomo e all'ambiente. Frutta e verdura che provengono dalle regioni meridionali, come la cipolla di Tropea, hanno gusti, aromi, sapori che la memoria dei nostri organi sensoriali riconduce ad una qualità totale sempre più difficile da trovare. Questi preziosi alimenti dovrebbero essere coltivati in quelle regioni che danno, per vocazione naturale, le migliori garanzie di qualità e salubrità, proprio perché parte degli ortaggi e della frutta prodotti provengono ancora da piccole aziende a conduzione familiare, dove è assicurata la presenza degli animali che utilizzano l'erba dei campi e gli scarti aziendali dando in cambio del prezioso letame, fonte di fertilità per la terra.
Torna Su

 
Condividi
Se ti piacciono i nostri articoli, fai una piccola donazione aiuterai a garantire un servizio migliore

Link a questa pagina:

Copia e incolla questo link nella tua pagina o nel tuo blog:

Visita anche:


 

Cerca :
Vacanze:
In Evidenza:
Siti Segnalati :
Ringraziamenti :