La Calabria è fortemente vocata all'apicoltura per la sua ricchezza di boschi, pascoli ed agrumeti.
In questa regione l'apicoltura è concentrata nella zone dove si pratica un'agricoltura legata all'agrumicoltura, alle foraggiere ed agli alberi di eucalipto.
La produzione del miele è molto diffusa e ogni azienda agricola ha delle arnie.
Tra i tanti mieli prodotti in Calabria, oltre al millefiori, che si produce in tutta la regione, ci sono i monofloreali, come quelli di agrumi, di castagno, di sulla, di acacia, di eucalipto. Ma non mancano i mieli di tiglio, di timo, di lavanda, di rosmarino, di girasole, di origano, che ci donano le straordinarie proprietà dei fiori da cui le api hanno succhiato il nettare.
Grazie alla diversità della flora calabrese, all'uso dei sistemi tradizionali e alla scarsa diffusione dell'agricolture intensiva, il miele di questa regione ha caratteristiche di qualità davvero uniche. Da Cosenza a Reggio Calabria, non c'è provincia che non possa vantare un produzione di miele dal gusto particolare. Il miele non è soltanto un ottimo alimento, sano e naturale, con molteplici valori nutrizionali: oltre ad essere molto usato nella preparazione dei dolci tradizionali, esso possiede, infatti , riconosciute proprietà terapeutiche.
Il miele è il dolcificante più antico che si conosca e, se è impossibile datare esattamente l'origine dell'apicoltura, sappiamo comunque che il suo uso è documentato da immagini rupestri trovate in Spagna e risalenti a 16.000 anni fa. In alcune tombe egiziane ed etrusche, risalenti a 3000 anni fa, sono stati trovati vasetti di miele ancora perfettamente conservati. Alcuni graffiti su pietra, risalenti al V secolo a.C., rinvenuti sul monte Ozol nel Trentino, raffigurano scene di apicoltura. Un'altra testimonianza che documenta il rapporto degli uomini, in questo caso gli etruschi, con le api, ci viene da alcuni oggetti di bronzo rinvenuti nel 1812 e conservati nei musei di Vienna e di Graz, il cui uso in cerimonie religiose rivela un grande rispetto per l'ape, che dà il dolce miele sinonimo di cose buone. Allora come oggi è di miele la luna del momento più magico dell'esperienza umana.
Nel secolo scorso ad occuparsi di apicoltura erano soprattutto i monaci e i sacerdoti, ma anche i medici condotti, i maestri del contado, i cantonieri delle ferrovie, i fattori di campagna e chi viveva alla periferia delle città o dei paesi, come viene riportato in una rivista specializzata di fine secolo. L'agricoltore come apicoltore è un fenomeno abbastanza recente se si considera che in Italia, ancora nel 1982, le aziende che allevavano api non rappresentavano neppure l'1% del totale di quelle allora censite (dati Insor).
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La Calabria è fortemente vocata all'apicoltura con la sua ricchezza di boschi, pascoli e agrumeti. In Calabria l'apicoltura è tutta concentrata nelle zone dove si pratica un'agricoltura legata all'agrumicoltura, alle foraggere ed agli alberi di eucalipto. Queste colture rendono l'arnia particolarmente produttiva.
Nelle aree dove si pratica una agricoltura intensiva la scomparsa della flora spontanea ha reso problematica l'apicoltura, ma in Calabria questo è un problema marginale. Ogni azienda agricola, la cui superficie media si aggira sui 10 ettari, ha delle arnie (la media tra le aziende apistiche è compresa tra le 200-300 arnie), anche se è tutt'altro che raro trovare apicoltori che praticano il nomadismo, spostando le arnie dove ci sono le fioriture più adatte. Tra i beni custoditi dagli agricoltori che hanno superato i sessanta anni, si possono ancora trovare i vecchi bugn, rustici che spiccano accanto alle arnie più moderne. Tra i tanti mieli della Calabria, oltre al miele millefiori che si produce in tutta la regione, ci sono i monoflorali come quello di agrumi, di colore ambra e molto aromatico; il miele di castagno, gusto amarognolo, colore bruno; il miele di sulla, gusto molto dolce, colore bianco opaco, poco aromatico; il miele di acacia, colore biondo trasparente, molto aromatico; il miele di eucalipto, colore ambra, aroma balsamico. Non manca il miele di tiglio, di timo, di lavanda, di rosmarino, di girasole e di origano che ci dona le straordinarie proprietà dei fiori da cui le api hanno succhiato il nettare. Il miele viene venduto generalmente in contenitori di 0,5-1 kg ed è reperibile presso i dettaglianti locali o acquistato direttamente nelle aziende di produzione.
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Le proprietà nutrizionali e terapeutiche del miele, che è qualcosa di più di un semplice dolcificante, sono state intuite dagli antichi ed ora riconosciute anche dalla scienza moderna che ha confermato in pieno le virtù scoperte dall'empirismo degli antenati. Come dolcificante il miele è da preferirsi allo zucchero perchè ricco di tanti componenti (oltre un centinaio) di cui i più significativi sono gli acidi organici, i polisaccaridi, le fitostimoline ormonali, le sostanze aromatiche, le vitamine del gruppo B e C, le proteine, gli enzimi e i microelementi. I suoi zuccheri, a differenza del saccarosio, vengono assorbiti immediatamente e ciò fa del miele un alimento altamente e prontamente energetico. Oltre ai valori nutrizionali ci sono quelli curativi: il miele integrale è infatti anche un buon disinfettante intestinale; il miele di arancio e quello di tiglio sono indicati per la cura del sistema nervoso, conciliano il sonno e stimolano l'intestino; il miele di castagno favorisce la circolazione; quello di eucalipto è utile alle vie respiratorie; il miele di lavanda è un ottimo antinfiammatorio; il miele di timo e di origano sono utili nelle varie malattie infettive delle vie respiratorie, digestive e urinarie; infine il miele di bergamotto è un potente antisettico.
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Grazie alla diversità della flora calabrese, ad un'agricoltura di tipo tradizionale e una scarsa presenza di quella intensiva, i cui pesticidi sono dannosi per la vita delle api, il miele di questa regione ha caratteristiche di qualità davvero uniche. Da Cosenza a Reggio Calabria, non c'è provincia che non possa vantare una qualche produzione di miele dal gusto particolare. I fiori di agrumi sono intensamente profumati e conferiscono a questo dolce alimento proprietà organolettiche e curative molto apprezzate. Inoltre il miele è un prodotto nel cui ciclo produttivo sono totalmente assenti additivi e il rischio di contaminazioni chimiche da processo, ad eccezione dell'eventuale errore umano durante la fase di manipolazione dei favi e di estrazione del miele, è inesistente. Il miele vergine integrale (i parametri chimico-fisici e biologici del miele sono fissati da un decreto emesso dal Ministero della Sanità) non sottoposto a trattamenti termici di conservazione, garantisce la qualità oggi sempre più richiesta dal consumatore.
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Prodotto tradizionale
Categoria del prodotto
Prodotti di origine animale
Area di produzione
Piana di Gioia Tauro, Sibaritide, Piana di lametia, fascia ionica costiera
Storia, tradizione ed usi
Il consumo di miele in Calabria era destinato essenzialmente alle ricorrenze, poichè il miele veniva utilizzato per la preparazione di dolciumi tradizionali (pignolata, mustaccioli di Soriani. ecc.). Nella cultura contadina, esso veniva usato a scopo medicinale e terapeutico per la cura, ad esempio, delle affezioni bronchiali. Nella tradizione calabrese, il miele era conosciuto come tale mentre la caratterizzazione dei mieli monoflora è subentrata in anni più recenti. Anticamente, l'unica distinzione che veniva fatta era tra mieli "chiari" (agrumi, millefiori) e mieti "scuri" (castagno, melata, eucalipto). Le arnie, dette "bugni villici", erano ricavate da tronchi di alberi o "si fabbricavano con vimini di salice intrecciato", come è riportato anche nel "De re rustica" di Columella. Dalla "pitta" (cioè il favo di miele) che si formava, si procedeva all'estrazione del miele che avveniva per torchiatura (torchi a mano).
Descrizione sintetica del prodotto
la denominazione generica di "agrumi", viene in genere preferita a quella specifica (arancio, limone, clementine), sia perchè a livello analitico risulta impossibile discriminare la specie di provenienza, sia perché si tratta di mieli di effettiva provenienza mista. All'esame visivo questo miele cristallizza spontaneamente alcuni mesi dopo il raccolto. L 'odore è di media intensità con caratteristiche note floreali che ricordano i fiori di zagara. Con il tempo, si sviluppa un odore meno floreale, più fruttato e simile a quello della marmellata d'arance.
Peso medio
Confezioni in vasetto da 500 a 1000 gr
Colore:
Dal giallo paglierino al bianco (riferito allo stato cristallizzato)
Tecniche di lavorazione
Prima dell'introduzione delle arnie a favo mobile (agli inizi del '900), l'estrazione del miele avveniva tramite torchiatura. Oggi l'estrazione è fatta per centrifugazione. Le principali fasi di lavorazione sono: la disopercolatura manuale o meccanica; l'estrazione con smielatori radiali meccanici; la filtrazione meccanizzata; la decantazione(15 giorni); il confezionamento in vasetti di vetro (da 50 a 1000 gr). poichè normalmente non si effettuano pastorizzazione o altri trattamenti termici, la maggior parte del miele prodotto in Calabria si può definire vergine integrale.
Periodo di lavorazione: Aprile-maggio
Conservazione: fino a 2 anni
Deroga richiesta: No
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Area storica di produzione e consumo. Tutta la regione.
Legame col territorio. È il miele dei mieli, il più comune e consumato, è fatto con l'apporto aromatico di tutti i fiori dell'estate calabra, della pianura, della collina e della montagna, tutti insieme a dare colore, aroma, sapore e consistenza.
Descrizione del prodotto. Colore: variabile nelle tonalità dell'ambra; aroma: intenso, dove si percepisce la dominanza delle labiate (piante aromatiche); sapore: deciso, variabile da zona a zona, con infiniti retrogusti; aìstallizzazione: non omogenea, a medi e grossi cristalli.
Tecniche di produzione. L'allevamento è sia nomade, sia stanziale e la raccolta del miele si effettua a giugno e a settembre. I telai vengono prelevati a mano e messi nella centrifuga per l'estrazione del prodotto. Il miele è lasciato decantare per circa due settimane. Fa seguito il confezionamento e l'etichettatura. Sull'etichetta saranno riportate le caratteristiche salienti del miele e il luogo di provenienza.
Uso gastronomico. Per dolci tradizionali legati alle festività dei patroni locali, nella prima colazione, nelle tisane curative, al posto dello zucchero.
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