Il territorio calabrese è costituito per buona parte da territori collinari e montani di cui il Pollino, la Sila e l'Aspromonte rappresentano i rilievi più noti ed importanti. Ricoperte per buona parte da superfici boschive, queste aree montane rappresentano oggi, come nel passato, una importante risorsa economica per le comunità residenti. Il bosco dunque come primaria risorsa ambientale ed economica è dispensatore di alimenti preziosi da immettere su un mercato saturo di produzioni anonime e carente di prodotti di qualità. Ve ne sono moltissimi: piccoli frutti, fragole, mirtilli, lamponi, more, corniole, bacche di rosa canina, sorbe, bacche di prugnolo (che probabilmente sono stati il più antico nutrimento dell'uomo), tartufi, funghi, erbe aromatiche (tra cui ricordiamo l'origano oggetto di un vero e proprio culto di raccolta) castagne (tra cui i pregiati marroni).
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Importanza Economica
Le risorse naturali del bosco ancora vengono sfruttate da piccoli imprenditori locali, sia singoli che riuniti in cooperative di raccolta, che trasformano direttamente i prodotti del sottobosco oppure li conferiscono ai laboratori artigiani per la produzione di succhi di frutta, sciroppi, marmellate, liquori, grappe, gelatine, salse di funghi, funghi sott'olio, tartufi in conserva. Ma non solo. Tutti i prodotti, sia freschi che trasformati, possono essere venduti direttamente ai visitatori di passaggio nei piccoli spacci delle località turistiche, negli alberghi, nei ristoranti o destinati ai negozi specializzati, all'industria dolciaria e di gelateria. Nelle radure dei monti e nei boschi la presenza di fragole selvatiche nei pascoli rende particolarmente pregiati i formaggi dei bovini di razza Podolica, che sono grandi consumatori di questi frutti selvatici. Tra i prodotti tipici della regione troviamo anche invitanti confezioni di funghi porcini, raccolti in quantità considerevoli tanto da rappresentare una consistente fonte di guadagno per i tanti raccoglitori. Il porcino cresce nei boschi dal Pollino alla Sila e giù fino all'Aspromonte, la sua raccolta è copiosa tanto che in tutte le zone alto collinari calabresi lo si può facilmente acquistare nei mercati e mercatini che adornano i centri storici ma anche al bordo delle strade litoranee. L'offerta è diversificata. Si possono trovare sott'olio, in salamoia o essiccati. Tra i funghi ipogei abbiamo lo scorzone (Tuber aestivum) del Monte Poro. I frutti del bosco, soprattutto le castagne, hanno un peso economico non trascurabile: i marroni, di pezzatura più grande e facile sbucciatura, sono utilizzati per le caldarroste e per la produzione di castagne candite; dalle castagne più piccole si ricava la farina, impiegata per la produzione di dolci, di paste alimentari e di pane che molti calabresi amano fare ancora in casa come tanti anni fa.
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I grandi castagneti, ormai in stato di semi abbandono, danno frutti dalle caratteristiche interessanti per la nostra alimentazione. Gli esperti dicono che la castagna è un alimento completo, adatto a chi fa intensa attività fisica. È ricca di potassio e vitamine del gruppo B, tanto quanto lo sono i cereali ed è ottima per l'equilibrio del sistema nervoso.
Non meno interessanti sono le caratteristiche dei piccoli frutti con il loro notevole contenuto in vitamina C, utilissima per affrontare i rigori dell'invemo. Inoltre alcune sostanze come gli antocianosidi proteggono le arterie dal colesterolo migliorando la circolazione del sangue. Queste proprietà dei piccoli frutti del bosco si conservano anche dopo la loro cottura per confezionare sciroppi e marmellate.
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I frutti del bosco e del sottobosco che crescono spontanei, hanno caratteristiche organolettiche e nutrizionali che la scienza comincia a riconoscere come estremamente utili per la nostra salute. Questi alimenti non subiscono trattamenti da parte dell'uomo in nessuna fase della loro crescita, per cui tutti i nutrienti risultano essere integri e di grande valore biologico.
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