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Flora mediterranea | foresta sempreverde | macchia mediterranea | gariga | vegetazione delle spiagge |
zone umide

La Flora mediterranea
La flora mediterranea si sviluppa lungo le coste e nelle aree più secche, in virtù delle particolare  condizioni climatiche e podologiche che agiscono in modo determinante sugli aspetti della vegetazione.
Il mosaico degli ambienti mediterranei si presenta eccezionalmente vario, discontinuo ed episodico ed ha sviluppato nel corso dei secoli forme di adattamento comuni e convergenti all’habitat. Le piante, infatti, hanno foglie sempreverdi coperte da una spessa cuticole impermeabile che riducendo le perdite d’acqua per traspirazione ha consentito alle piante di adattarsi alle lunghe e secche stagioni estive.
In condizioni naturali la vegetazione mediterranea tende a raggiungere uno stadio maturo e stabile, il clima, che in alcuni casi è rappresentato da una ben strutturata e complessa foresta sempreverde di alto fusto a leccio o sughero, con scarso sottobosco, in altri da formazioni più basse e intricate, la macchia, dove predominano gli arbusti sclerofillici, o addirittura dalla gariga, dove la degradazione estrema della vegetazione arbustiva è accompagnata dalla progressiva distruzione del terreno e dall’affioramento per larghi tratti della roccia madre.
Nelle zone umide, negli ambienti naturali, semi-naturali o artificiali con acqua, dolce, salmastra o salata, dunque anche lungo le spiagge troviamo un tipo di vegetazione capace di rispondere in modo adeguato alle sollecitazioni dell’ambiente.

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La foresta sempreverde
Per foresta sempreverde si intende una vegetazione dominata dal leccio, associato in alcuni casi a conifere, come il pino domestico e il pino marittimo e in altri a latifoglie come la sughera, il cui legno è impiegato per la realizzazione dei turaccioli; la roverella, che si sviluppa negli ambienti caldi e siccitosi; l’acero, dal legno lucido ricercato per la sua pregiatezza; l’orniello, il cui legno è elastico e di facile lavorazione; l’ontano napoletano, ricercato per l’utilizzazione nell’industri cartacea; il frassino, usato per la fabbricazione di mobili e di attrezzi sportivi e l’olmo dalla corteccia fibrosa usata dagli agricoltori per legature de innesti. Proprie dell’area mediterranea sono anche le pinete a pino d’Aleppo. Da non trascurare sono la vite e il verde e rigoglioso olivo, caratteristici della flora mediterranea e di diverse varietà, rinvenuti spontanei nei boschi e nelle macchie ma talvolta anche coltivati e selezionati.
Gli alberi della lecceta, che in alcuni casi raggiungono i 15 metri d’altezza, danno vita ad una foresta densa e impenetrabile, dove le chiome dense e compatte impediscono il passaggio della luce, riducendo fortemente la presenza delle erbe e degli arbusti. Il sottobosco, infatti, è costituito da arbusti come il corbezzolo, la cui corteccia, ricca di tannino, trova talora impiego nella concia del cuoio, mentre le foglie hanno proprietà medicinali astringenti; la rosa selvatica e numerose liane che si arrampicano sugli alberi nel tentativo di aprirsi un varco verso la luce.

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La macchia mediterranea
Si dà questo nome alla flora mediterranea costituita da alberi ridotti allo stato di arbusti che non superano i quattro metri di altezza e che sono i prevalenza sempreverdi. Le piante sempreverdi, chiamate anche xerofile, sono munite di foglie rigide e coriacee e crescono fittamente appressate fra di loro dando luogo a complessi intricati e impenetrabili.
Dare una definizione univoca di macchia mediterranea non è facile poiché diversi sono i fattori (climatici, topografici, antropici) che influiscono sia sui caratteri strutturali sia sulla sua composizione floristica.
Si suole distinguere, pertanto, la “macchia alta” dalla “macchia bassa”. Per “macchia alta” intendiamo una formazione dominata da specie sempreverdi che non superano i 4 m. di altezza.
Nella “macchia bassa”, invece, crescono prevalentemente piante cespugliose che non superano i 2m. di altezza come il mirot, dalle cui foglie si ricava olio santo in profumeria e capace di azione medicinale; l’assenzio, dall’amaro aromatico, il lentisco, il cui tronco trasuda una resina usata nei paesi del Mediterraneo orientale come pasta masticatoria per rafforzare le gengive e profumare l’alito e l’erica il cui legno è utilizzato nella fabbricazione delle pipe.
Caratteristica comune delle piante della macchia è il ciclo biologico “invernale-primaverile” e il riposo nel periodo estivo quando l’aridità del clima si fa più accentuata.

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La gariga
La gariga è una formazione vegetale abbastanza diffusa nell’ambito della vegetazione mediterranea. È caratterizzata da una vegetazione a piccoli arbusti di altezza generalmente inferiore a 50cm, piuttosto radi, che si insediano su un suolo roccioso detritico o sabbioso dove, per larghi tratti, affiora la roccia madre.
In generale è costituita da arbusti spinoso a piccole foglie coriacee, spesso tormentose, vischiose e rivestite di una lanugine grigia.
La copertura degli arbusti, estremamente limitata, lascia ampi spazi in cui si insediano numerose specie erbacee, determinando una maggiore ricchezza e varietà flogistica delle garighe  rispetto a quella delle macchie.
La flora della gariga ha un ciclo biologico estremamente breve: alla fine della primavera le piante muoiono dopo aver abbandonato i semi sul terreno.
Comuni sono il profumato rosmarino che s’insedia tra le rupi, l’elicirso, fortemente aromatico, l’asfodelo, dall’infiorescenza ampiamente ramoso-piramidata; la ginestra spinosa, ricoperta da rigide spine che la difendono dal morso degli animali e la ferula, che vive nelle stazioni aride e sassose della macchia degradata.

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Vegetazione delle spiaggie
Lungo i litorali sabbiosi vivono piante chiamate psammofite: si tratta di un tipo di vegetazione capace di sopravvivere ad ambienti ad elevata concentrazione salina e di rispondere in modo adeguato alle sollecitazioni dell’ambiente.
Le piante psammofite hanno radici molto sviluppate capaci di penetrare in profondità. Sono dotate di fusti sotterranei (rizomi) che le ancorano alla sabbia , qualora il vento le ricopra di arena, sono in grado di emettere in breve tempo nuovi getti che remergono vigorosi in superficie.
Tale flora mediterranea comprende l’erigio marino, che vive sui litorali sabbiosi, appena oltre la linea di battigia; l’euforbia arborea, che produce un latice venefico, l’euforbia spinosa, che emette un latice bianco e acre; la liquirizia, dalle sostanze emollienti e rinfrescanti, la tamerice e il bianco e profumato giglio marino.

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Zone Umide
Nell’ambito della flora mediterranea, le fasce arboree e arbustive delle zone umide sono costituite in prevalenza da pioppi nelle varietà di pioppo bianco e pioppo nero;  salice bianco impiegato nell’industria della carta; salice fragile utilizzato per consolidare terreni alveari e coltivato per la produzione di vimini e pertiche; salice da ceste usato per la produzione di vimini da intreccio, per il cui scopo viene anche coltivato; canna, che cresce spontaneamente dalla regione mediterranea a quella submontana lungo i corsi d’acqua; canna di palude, la cui infiorescenza è una pannocchia inserita nell’apice del culmo; giungo spinoso, dalle foglie acuminati e molto pungenti; menta acquatica, usata nelle erboristerie per i medicinali; tamerice, dai rami ricadenti e molto sottili; coda cavallina, nota per le sue proprietà antinfiammatorie; la tifa le cui infruttescenze sono oggi molto apprezzate come elementi decorativi. Fatta eccezione per la tamerice che è in grado di colonizzare anche ambienti salati e solo temporaneamente inondati, le altre piante sono tipiche specie igrofile di acque dolci e sono tutte spoglianti. Il loro sviluppo vegetativo è in genere molto rapido.
In funzione della profondità dell’acqua e della sua salinità, la vegetazione erbacea segue un modello di distribuzione pià o meno costante, tanto che è possibile riconoscere una vegetazione con radici, fusto e foglie sommerse o galleggianti sulla superficie dell’acqua ed una vegetazione con radici sommerse e fusto aereo.

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