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Calabria, Cosenza, Sila
Informazioni territoriali della Calabria Sila

Sila
La maestosità delle foreste della Sila stupì chiunque potesse ammirarla a partire da oltre 25 secoli fa con i greci durante la colonizzazione delle coste dell’odierna Calabria che le attribuirono il nome Hyle e poi i latini quello di Silva. Il toponimo, infatti, significa selva primordiale. La Sila, ai nostri giorni, indica un complesso orografico ben definito posto nel tratto più interno della penisola calabrese. Si tratta di un ampio altopiano di oltre 100.000 ettari dai confini facilmente individuabili: a nord la Piana di Sibari, a sud l’Istmo di Marcellinara, ad ovest le valli fluviali del Crati e del Savuto e ad est le pianure ioniche del Marchesato. Data l’omogeneità dell’ambiente silano la suddivisione di esso in tre aree ha un significato soprattutto convenzionale: la Sila Greca a nord deve il suo nome alla presenza di colonie di origine albanese; la Sila Grande al centro è la più conosciuta e frequentata per la presenza di impianti sciistici, di centri turistici e di laghi ed infine la Sila Piccola a sud con le stupende faggete dei monti Gariglione e Femminamorta e gli attrezzati Villaggi turistici.
Sono caratteristici i suoi paesaggi per la loro vastità, costituiti da morbidi rilievi e da ampie valli che s’incrociano nelle direzioni più diverse. Il tutto rivestito da una fitta copertura arborea che conferisce un sapore nordico ad ambienti mediterranei. L’acqua è copiosa grazie anche ai numerosi fiumi. Alcuni riforniscono con le loro acque grandi e bellissimi laghi artificiali ricchi di trote come il Cecita, l’Arvo, l’Ampollino, il lago di Ariamacina ed il lago del Passante, alimentando così grandi ed importanti centrali idroelettriche.
La specie che più caratterizza il paesaggio della Sila è senz’altro il Pino laricio tanto da essere comunemente denominato pino silano. È esclusivo dei monti della Calabria, della Sicilia e della Corsica. Nell’altopiano silano forma fitti boschi con esemplari notevoli che superano i due metri di diametro ed i quaranta di altezza. In alcuni è frequente notare un incavo nel tronco creatosi per la consuetudine di prelevare le cosiddette tede, schegge di legno che essendo imbevute di resina sono utilizzate come esche per accendere il fuoco. Altre piante recano sul tronco delle incisioni a spina di pesce: sono la testimonianza dell’estrazione della resina, dalla quale, sin dai tempi dei Romani, si ricavava la pece.
Legato alle greggi è il Capovaccaio, il più piccolo e diffuso degli avvoltoi europei, presente nella Sila orientale, che  si nutre di animali morti, placente ed in generale di rifiuti.




La Sila - Il paesaggio più affascinante del mondo, immensa gemma verde nell'azzurro Mediterraneo.
Il profondo Nord del profondo Sud. Nessuno crederebbe mai che nell'estremo meridione d'Italia, assolato e secco, ci possa essere un falso piano granitico coperto da antichissimi e immensi boschi ricchi di fauna e di flora oltre che di cultura e tradizioni che si tramandano da millenni. Una immensa gemma verde nell'azzurro mar Mediterraneo, uno scrigno di biodiversità particolarissimo fatto di rilevi che sfiorano i 2000m. d'altezza, fiumi che solcano valli spettacolari, laghi inseriti nel contesto ambientale in modo magico, foreste di Pino laricio silano una conifera relitto dell'ultimo periodo glaciale e diffusa in modo così vasto solo in Sila, rarità botaniche come la Felce bulbifera, l'Acero d'Ungheria o la Quercia di Dalechampii, ambienti e paesaggi mozzafiato branchi di lupi, caprioli e cinghiali che scorrazzano nella selva di questa fantastica montagna calabrese, voli maestosi di nibbi e astori sopra le distese forestali a perdita d'occhio e lungo i crinali selvaggi ma allo stesso tempo dolci e ondulati, nei mille angoli nascosti in primavera la natura viene svegliata dal tambureggiare del Picchio nero che con i suoi potenti colpi di becco segna e solca i faggi e i pini. La Sila insomma è la selva per antonomasia, la foresta denominata "Il Gran Bosco d'Italia" ricca di natura, il paesaggio più affascinante del mondo, il paradosso paesaggistico e naturalistico del mondo poichè nessuno crederebbe mai di poter trovare nel Sud dell'Italia, nel centro del mediterraneo un vero e proprio paradiso.

La sila grande
Questa zona comprende i territori tra i fiumi Trionto e Cecita a nord, Lese ad est, Neto a sud e lago Cecita a ovest. Questa parte ha una consistenza di 7099 ettari e inculude la foresta della Fossiata e territori appartenenti ai comuni di Longobucco, S. Giovanni in Fiore, Spezzano, della Sila, con la frazione di Camigliatello, notissima stazione truistica estiva e invernale. Tutti i centri abitati menzionati non distano più di di una trentina di chilometri dal Parco Nazionale. Il lago Cecita può essere considerato il centro geografico. Un tempo, prima che l'invaso si formasse, era un altipiano ricco di pascoli. Fa da cronice la foresta della Fossiata sulla quale svettano le cime Altare a 1650m. di Pettinascura a 1708m., di Cozzo del Principe a 1629m e di Serra Ripollata a 1682m. Le origini della foresta della Fossiata sono remotissime. Da essa scorrono corsi d'acqua limpidi e quieti che si snodano tra narcisi giunche e felci, salvando le nodose e antiche radici degli ontani. Il lago Cecita è stato realizzato negli anni '50 sbarrando le acque del fiume omonimo che fuoriesce dal monte Altare. Le acque alimentano due centrali elettriche e si raccolgono in un grande bacino del fiume Crati utilizzato a fini irrigui. Altri corsi d'acqua rendono caratteristica e unica questa zona del Parco. Si tratta del Lese che nasce dalla pineta di Pettinascura e dalle alture di Macchialonga per poi confluire nel Neto che sfiora le foreste di Farfari e di Arnocampo. Camigliatello e Lorica, rappresentano, da tempo, due stazioni di turismo sia per i mesi estivi, sia per i mesi invernali, notissime in Italia e all'estero. Ma oltre che visitare località già note, è importante che il turista si spinga più in là soggionrnando nei nuclei abitati che, meno pubblicizzati, offrono la possibilità di un agriturismo che ha tutti i numeri per diventare un modo unico e raro in Italia di fare vacanza.

La Sila Piccola
Essa comprende buona parte della foresta Roncino-Buturo di proprietà demaniale e tutto il Gariglione. Il territorio compreso in questa fascia montana è di 5687 ettari e va dal Timpone Morello di 1655m. di altitudine al Petto di Mandria a 1681m. I comuni interessati sono Cotronei, Mesroaca e Petilia Policastro nel crotonese e Taverna, Zagarise e Albi nel catanzarese. Nelle vicinanze della Foresta Roncino è Villaggio Mancuso, mentre i comuni summenzionati sono distanti dal Parco.
Il paesaggio della Sila Piccola non è diverso da quello della Sila Grande. I contorni, infatti sono molto tondeggianti e vi dominano le vette di Colle Telegrafo e del Gariglione ammantate di faggi e di abeti. Le acque che scorrono in questa parte del parco sono quelle di acluni torrenti a destra del fiume Tacina e dei bacini a monte dei fiumi Simeri e Soleo. La neve abbondante che avolte supera i due metri rende possibile gli sport invernali. Impianti di risalita e vere e proprie stazionie sciistiche si trovano a Racise (Cricilla) e a Villaggio Palumbo nei pressi del lago Ampollino. Anche l'economia di questa parte della Sila non si discosta da quella classica: è praticata l'agicoltura di montagna, l'allevamento. Anche in queste zone è possibile l'agriturismo. Non si dimentichi che la distanza di queste zone dal mare non supera le poche decine di chilomentri.
Per visitare la Sila Piccola - è possibile accedervi sia da Catanzaro che da Crotone. Da catanzaro seguendo la strada montana a nord della città superando S.Elia e i passi di Termini e di Cafarda e immettendosi in una strada comoda e veloce tra i boschi. Da Crotone per visitare la Sila Piccola si può scegliere come base uno dei centri menzionati e seguire le tante indicazione che si trovano lungo il percorso.
La Foresta del Gariglione - Si trova sul versante destro dell'alto bacino del Tacina e sul versante sinistro del Soleo ad una altitudine che varia dai 1400 ai 1700 metri. Un'altra parte del Gariglione comprende le località Pettinelle, Buonanotte, Iannace e Latia ricadenti nei comuni di Sorbo s. Basile, Carlopoi, Taverna e Magisano.