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Il Pollino colpisce per la sua posizione, immane muraglie che interrompe la continuità degli Appennini. Il massiccio annovera alcune cime che superano i 2000 metri e dalle quali si riescono a scorgere, nelle giornate limpide, ben tre mari; il Tirreno verso ovest, lo Jonio verso est ed in lontananza il Mare Adriatico.
La flora del Massiccio del Pollino è da tempo oggetto di analisi e di ricerche da parte di numerosi studiosi. La variabilità di clima e di altitudine determinano un ricchezza unica. È il pino Coricato la specie più rappresentativa del Massiccio del Pollino, tantè che è assurto a simbolo del Parco Nazionale. Il Pinus leucodermis è un albero di notevoli dimensioni presente in Italia solo in Calabria e Basilicata che raggiunge i 32M. di altezza e i 5 di circonferenza. La corteccia del fusto, di colore grigio-cenere e divisa in placche irregolarmente quadrangolari, conferisce il tipico aspetto di una corazza o lorica, che le è valso il nome. Alcuni esemplari sono veri monumenti della natura, testimoni delle bufere di vento tali da costringere la pianta ad avvitarsi nello spazio e disporre i rami a bandiera per offrire minore resistenza.
Particolare la fauna nonostante il pesante impatto dell’uomo sono al secolo scorso ma ora finalmente mitigato dalla presenza del Parco Nazionale, uno dei più grandi d’Europa.
Rappresentativo è senz’altro il lupo, posto al vertice della catena alimentare ed indicativo della presenza di un buon equilibrio naturale.
Nel comprensorio del Pollino-Orsomarso sono presenti circa 30 lupi dislocati in tre diverse aree.

 
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